Conferenza Clima: Greco, troppi interessi sulle coste
italiane
“Il problema delle coste italiane è anzitutto che
esistono 25mila aziende turistiche che vi si sono insediate, e sul
demanio marittimo si sono concentrati interessi diversi e spesso
contrastanti, vera ragione del dissesto costiero”. Lo ha
detto Nicola Greco, docente della Scuola Superiore della Pubblica
Amministrazione, nel corso della sessione “Gli strumenti di
adattamento” della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti
Climatici, in corso alla FAO. Ognuna delle lobbies che insistono
sulle nostre coste ha creato un proprio diritto
“sezionale”, ha aggiunto Greco, ma bisogna ricordare
che sul demanio marittimo vive ormai il 30% degli italiani, per cui
è necessario “un luogo di considerazione unitaria dei
diversi interessi, con dosaggio degli impatti e incentivi per uno
sviluppo piú equilibrato”. Questo per favorire i
settori piú deboli, ad esempio la pesca marittima. I
tentativi si sono fatti, come la legge del 1982 che serviva a
difendere il mare dagli inquinanti, ma nessuna normativa, secondo
Greco, puó bastare se non si “coniugano i vari
interessi in campo ricorrendo a un forte contenuto
tecnico-scientifico”. Per fortuna, l’Unione Europea nel
1992 ha accettato questo tipo di impostazione, ha concluso lo
studioso, riconoscendo anche la particolaritá del
Mediterraneo, e “stabilendo una gestione integrata delle
coste, dotata di una propria autonomia, che è la prospettiva
nella quale si sta operando oggi”.
Comunicato stampa (ITA - ENG)