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Conferenza clima: Clini, nel 2020 CO2 fuori controllo se non si
interviene su energia, infrastrutture e fisco
"Le emissioni di gas serra rischiano di crescere del 34% da qui al
2020, invece di diminuire del 20%, rispetto ai livelli del 1990,
come hanno deciso quest’anno i ministri dell’Ambiente
europei”. Lo ha detto, nel corso della sessione dedicata alla
mitigazione della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici,
iniziata oggi a Roma, il direttore generale per la Ricerca
ambientale per lo Sviluppo del Ministero dell’Ambiente,
Corrado Clini.
Tra i maggiori responsabili della crescita del CO2 – elenca
Clini - ci sono il settore elettrico e quello dei trasporti, e per
poter arrivare a risultati concreti è necessario che le
future politiche energetiche e fiscali siano comuni a livello
europeo, “ penalizzando l’uso di combustibili fossili e
incentivando la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le
imprese dovrebbero pagare il permesso di produrre nuove emissioni,
anche se ci sono Paesi europei, come la Germania, che sono
contrari, perché ritengono che in questo modo crolli la
competitività delle loro imprese. Bisogna poi ridurre le
emissioni provenienti da veicoli per trasporto privato, anche se
per farlo sono necessari meccanismi economici che oggi non
esistono”.
“Il contributo delle rinnovabili sul totale del fabbisogno
energetico è sceso dal 18 al 17%”, ha concluso Clini,
perché la produzione viene soprattutto
dall’idrologico, mentre bisognerebbe differenziare le fonti.
È quindi necessario coniugare in un unico progetto,
d’ora in poi, la politica delle infrastrutture, la fiscale e
quella energetica.
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