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23 marzo 2005

Le motivazioni del cambiamento

L'esigenza di introdurre schemi di certificazione ambientale nasce nei primi anni '90 per attivare processi volontari di miglioramento continuo e di informazione al pubblico. L'idea ha preso spunto dal successo avuto negli anni'80 dagli schemi di certificazione della qualità che avevano contribuito, con il miglioramento della produzione e con la visibilità a livello internazionale dei certificati, ad accrescere la competitività delle imprese.
Per comprendere le motivazioni di tale esigenza si deve tener conto della percezione negativa che il pubblico, a fronte delle evidenti condizioni di degrado dell'ambiente, aveva maturato nei riguardi dello sviluppo industriale, arrivando a manifestare, da un lato, una forte domanda nei confronti del decisore politico per una maggiore protezione e salvaguardia dell'ambiente e, dall'altro, una aperta ostilità nei confronti dell'industria.
Come conseguenza, i Governi hanno adottato una legislazione ambientale sempre più rigida prevedendo sanzioni nei confronti dei contravventori e demandando alle autorità competenti l'effettuazione di verifiche difficili e complesse, spesso eseguibili in maniera episodica e incompleta, al punto che il controllo del rispetto della legislazione ambientale è risultato complicato e spesso inefficace.

L'opinione pubblica ha colto i limiti di tale politica ed ha continuato a chiedere ai Governi ulteriori interventi di miglioramento ambientale. Questi hanno reagito incrementando la severità dei limiti di legge e l'inasprimento delle sanzioni; ciò ha comportato condizioni di miglioramento ambientale ma che non sono state percepite come tali dal pubblico che ha continuato a nutrire le stesse preoccupazioni sulla salute dell'ambiente, la stessa sfiducia nell'azione dei Governi e lo stesso clima di sospetto nei confronti del sistema produttivo.
Si è determinato un circolo vizioso che ha fatto maturare, agli inizi degli anni 90, soprattutto a livello europeo il convincimento della necessità di un mutamento radicale del tipo di politica da adottare per conseguire risultati significativi sul piano del miglioramento delle condizioni ambientali.

I principi di una nuova politica ambientale

Il cambiamento è stato attuato introducendo (Quinto Programma d'azione in campo ambientale della Unione Europea, periodo '93-2000) principi innovativi capaci di incidere non solo sul modo di impostare la nuova legislazione ambientale, ma anche sui modi di produrre delle imprese e di comunicare con il pubblico.
Tra questi, quelli che hanno dato corpo agli schemi di certificazione ambientale rispondono all'esigenza di:

  • instaurare un rapporto non conflittuale con le imprese, sollecitando un loro comportamento volontario verso la difesa dell'ambiente;
  • attivare la partecipazione del pubblico, individuando efficaci strumenti di formazione ed informazione ambientale.

Nel primo caso si tende a creare le condizioni affinché le imprese, per rafforzare la loro competitività sul mercato, non debbano solo fornire buoni prodotti a basso costo, ma debbano rendere le loro tecnologie, i loro processi di produzione ed i loro prodotti compatibili con la salvaguardia dell'ambiente instaurando, inoltre, un dialogo con il pubblico in merito alle loro prestazioni ambientali.
Nel secondo si tende a favorire ed a sviluppare il coinvolgimento della società nei processi decisionali riguardanti la protezione dell'ambiente e la salute dei cittadini, aumentando la consapevolezza delle parti sociali sul ruolo e sul contributo che possono fornire per incidere positivamente sulla sostenibilità dello sviluppo.

Questi principi si sono concretizzati nei due schemi di certificazione ambientale EMAS ed Ecolabel rispettivamente disciplinati dai Regolamenti CE 761/2001 (ex 1836/93) e 1980/2000 (ex 880/92).
Ambedue i Regolamenti si prefiggono l'obiettivo di promuovere lo sviluppo economico in armonia con l'ambiente e, a tal fine, mirano ad:

  • influire sulla responsabilizzazione diretta dei produttori di beni e servizi quali protagonisti del miglioramento delle condizioni ambientali;
  • instaurare un processo di informazione sistematica alle parti interessate (Pubblica Amministrazione, cittadini, consumatori, ONG, OO.SS., ecc.) dei miglioramenti conseguiti o conseguibili;
  • introdurre elementi di visibilità per le organizzazioni ambientalmente "virtuose".

Sono strumenti ad elevato livello di credibilità, specialmente in Italia, in quanto la registrazione EMAS e la concessione della etichetta Ecolabel vengono rilasciate da un organismo pubblico, il Comitato per l'Ecolabel e l'Ecoaudit, istituito dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, che inoltre si avvale, per lo svolgimento delle funzioni assegnate, del supporto tecnico dell'APAT e delle ARPA.

La politica ambientale di seconda generazione

I primi cinque anni di applicazione in Europa dei Regolamenti EMAS ed Ecolabel hanno dimostrato la loro forte valenza quali strumenti di prevenzione, di miglioramento ambientale e di comunicazione, tanto che il Sesto Programma d'azione della U.E. (2001-2006) invita tutti gli Stati membri ad accrescerne la diffusione.
In aggiunta, a fronte della evoluzione delle politiche ambientali, sempre più attente al sistema prodotto che non alla regolamentazione settoriale dei processi produttivi, e dell'affermarsi della considerazione che gli effetti del degrado ambientale sono conseguenza non solo dell'attività produttiva ma anche del comportamento del consumatore (produzione rispettosa dell'ambiente e consumo consapevole come elementi sinergici verso la creazione del "mercato verde"), il Sesto Programma invita gli Stati membri a sviluppare strategie (IPP- Integrated Product Policy) di integrazione degli strumenti volontari disponibili (EMAS, ECOLABEL, certificazione ISO 14001 ecc.) con nuovi strumenti quali:

A seguito di questo nuovo approccio i due Regolamenti europei, in occasione della loro prima revisione (2000-01), sono stati profondamente innovati. Ne sono un esempio:

  • l'estensione di EMAS dal solo settore industriale a tutti i settori e l'introduzione del principio di responsabilità anche nei riguardi della gestione degli impatti ambientali indiretti;
  • l'estensione del campo di applicazione di Ecolabel dai prodotti ai servizi.

Con queste innovazioni è stato attribuito un ruolo strategico al pubblico, inteso nell'accezione più generale di settore pubblico e di cittadini-consumatori, in quanto soggetto che con le sue scelte può orientare il mercato.
A tal fine il logo EMAS e il marchio Ecolabel diventano strumenti di comunicazione ambientale, in quanto contraddistinguono soggetti, siti produttivi, parti di territorio, prodotti e servizi che sono gli environmental leaders del mercato europeo.

Il "mercato verde" è una sfida che riguarda tutti:

  • le imprese che in sede di progettazione ed esercizio/erogazione possono migliorare le caratteristiche di prodotti e servizi;
  • i consumatori che possono privilegiare una offerta ecologicamente qualificata ed un impiego/uso corretto di quanto acquisito;
  • le Amministrazioni che possono erogare servizi ambientalmente adeguati, incidere su un uso corretto del territorio, svolgere un ruolo di attento consumatore, informare ed indirizzare la sensibilità ed il comportamento dei cittadini, introdurre incentivi premianti, promuovere la ricerca, armonizzare le politiche per lo sviluppo.

Nell'ambito degli strumenti di certificazione ambientale un quadro di riferimento importante è, inoltre, costituito dagli standard internazionali della serie ISO 14000 adottati, a partire dal 1996, dall'International Organization for Standardization.